Il crepuscolo della repubblica

30 agosto 2009

Internet continua a metterci davanti agli occhi i volti e gli umori di quella regressione culturale spaventosa che sta consumando il paese; dopo i macabri giochi della Lega, l’apologia della tortura sul Facebook dei celoduristi, l’invito alla violenza omofoba da Radio Padania Libera, ora apprendiamo del social network dei fan di “Svastichella”:

Nasce su Facebook il fan club di «Svastichella», in carcere per aver aggredito e accoltellato due gay. Il gruppo, creato da Simone M., è di chiara ispirazione omofoba e di estrema destra.

Non basta chiudere questi siti internet, peraltro doveroso se si vuole almeno arginare l’effetto emulativo; c’è bisogno di contrastare questa regressione culturale con un’azione culturale di grande respiro, che ponga al centro la scuola, l’università, l’informazione. C’è bisogno che il governo ponga mano al portafogli e finanzi campagne d’informazione in televisione e sulla carta stampata; c’è bisogno che le istituzioni, a cominciare da governo e parlamento, ascoltino, aiutino finanziariamente e collaborino con le associazioni e gruppi che si occupano di contrastare razzismo e omofobia. C’è bisogno che il governo si ricordi che è lí per occuparsi dei problemi del paese; abbiamo bisogno di politici che stiano ad ascoltare, non di salotti televisivi immacolati dove ciambellani e parolieri recitano una commedia noiosa e ributtante.

Ma la politica italiana è impegnata in una guerra all’ultimo colpo basso per l’annientamento dell’avversario; in questa guerra fratricida, le istituzioni repubblicane – già in cattiva salute da molto tempo – rischiano di collassare sotto i colpi del papa re, del papi duce e di un’armata di apprendisti stregoni senza scrupoli intenzionati ad affossare il paese pur di salvare il proprio feudo.

La destra è consapevole di non avere alternative a Berlusconi e le poche, timide voci di critica (parlare di dissenso sarebbe troppo, anche nel caso di Fini) sono subito tacciate dai centurioni in un culto della personalità che dovrebbe preoccuparci seriamente.

Il PD nel frattempo è impegnato nei giochi di un Congresso che sembra sempre piú un regolamento di conti e dove personalismi e accordi sottobanco prendono il posto di quella discussione libera, aperta e democratica su temi concreti che la classe dirigente del partito teme e cerca di impedire.

La campagna d’autunno del nostro piccolo duce è già cominciata con le denunce contro il quotidiano Repubblica – reo di fare domande pubbliche sulla salute pubblica della Repubblica italiana – e con le cannonate del condottiero Feltri sul Giornale di famiglia. Sulle denunce a Repubblica speriamo (ma è solo una speranza) che abbia ragione il Presidente Ciampi quando parla di “un passo falso per chi l’ha fatto”. C’è un appello da firmare di tre illustri giuristi – Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky – in difesa di quella poca libertà di stampa che ci resta.

Quanto a Feltri, le ultime notizie sugli attacchi del Giornale al direttore di Avvenire parlano di un “giallo” – e non poteva essere altrimenti in questa Italia dei veleni. In tutta questa storia, l’unica certezza è l’ipocrisia che sembra essere la dea protettrice del paese. Le sorti del governo e del paese sono ora nelle mani di Santa Romana Chiesa; ecco allora il segretario del PD Franceschini esprimere “piena solidarieta’ a Dino Boffo e all’Avvenire”, promuovendo cosí l’ipocrisia a virtú pubblica. Dall’altra parte, Bossi e Calderoli si preparano a cospargersi il capo di cenere e andranno in penitenza al Vaticano per “ricordare che la nostra matrice è cristiano-cattolica”. Ma Berlusconi frena: “Adesso è meglio se state tutti zitti, lasciamo decantare la cosa. Poi me ne occuperò io personalmente”.

Sotto attacco dalle gerarchie vaticane, dai separatisti della Lega, dai giornalisti e avvocati di famiglia, dall’ignavia politica e dall’inadeguatezza culturale della classe dirigente del PD, nel mezzo della piú preoccupante crisi economica internazionale dell’ultimo secolo, la Repubblica italiana sta morendo. Ma almeno spirerà con tutti i conforti religiosi. Amen.

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Lettera aperta a Vittorio Feltri, direttore del Giornale

29 agosto 2009

Caro Direttore,

hai scritto un interessante editoriale oggi sul tuo Giornale, La rabbia dei moralisti smascherati.

Tu scrivi:

“Adesso i cittadini sanno che il lapidatore non ha le carte in regola per lapidare alcuno.”

E concludi:

“Finché i moralisti speculeranno su ciò che succede sotto le lenzuola di altri, noi ficcheremo il naso (turandocelo) sotto le loro.”

Ora, ne siamo certi, il tuo Giornale continuerà a smascherare i tanti moralisti che in Parlamento, sulle pagine dei giornali o dagli schermi televisivi non perdono occasione per “lapidare” omosessuali, immigrati, donne che vogliono abortire, magari con la RU486 mentre – lontano dai riflettori – intrattengono relazioni omosessuali o gustano il sapore del proibito in rapporti occasionali con prostituti/e o transessuali, magari immigrati irregolari; signori distinti che proteggono la loro rispettabilità portando le loro giovani amanti ad abortire in cliniche private, magari in Svizzera; alti prelati di Santa Romana Chiesa che prima di assolversi in confessione assaporano i peccati della carne, magari con ragazzini/e in età da prima comunione.

Di questi moralisti l’Italia è piena, e chissà, forse ne troverai anche tra gli eletti e gli elettori del Popolo della Libertà e della Lega e tra i lettori del tuo Giornale. Dopo aver smascherato il direttore dell’Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, ora – ne siamo sicuri – vorrai continuare a denunciare questa ipocrisia senza guardare in faccia a nessuno, anche per dimostrare ai tuoi critici che non hai agito in nome e per conto del tuo editore, per bassi interessi di bottega. Forse potresti azzittire quei critici cominciando con una seria inchiesta sulla pedofilia clericale e un’altra sulla coerenza tra il dire e il fare dei ministri e ministre della Repubblica.

Attendo fiducioso e buon lavoro!

Gabriele Zamparini

Londra


Rocco e i suoi fratelli. L’omofobia della Chiesa Cattolica e il ritorno alla caccia alle streghe

28 agosto 2009

Rocco Buttiglione contro una legge contro l’omofobia, il ministro della giustizia Alfano contro l’utilizzo della RU486, Gasparri e Quagliarello contro la libertà e testamento biologico, poi l’ora di religione e gli attacchi della CEI alle istituzioni repubblicane, e poi Binetti, Rutelli, Fioroni… e poi l’ignavia politica del PD, e poi… e poi… Ad andar dietro alle dichiarazioni della nostra “classe dirigente” (mai espressione fu tanto impropria) si rischia soltanto di perdersi in polemiche sterili se non si ha ben presente il quadro culturale e propriamente politico in cui le vere battaglie sono combattute.

Seguiamo allora una pista, quella dell’omofobia, e avvertiamo fin d’ora che quello che si dirà vale anche per tutti gli altri problemi che sembrano essere tornati di attualità, dall’aborto al testamento biologico, dalla laicità delle e nelle istituzioni a quella che il cittadino Rodotà ha chiamato una “regressione culturale spaventosa”.

Hanno fatto discutere recentemente gli ultimi atti di violenza contro cittadini omosessuali; ma da dove nasce quella violenza e il pregiudizio che infetta le menti, il virus dell’omofobia le cui prime vittime sono gli omofobi stessi che ne vengono contagiati? Sì, perché l’omofobia è una malattia sociale indotta da cui si può e si deve guarire ed essere consapevoli della nostra storia è il primo passo per la cura e soprattutto per la prevenzione.

L’omofobia, il pregiudizio contro l’omosessualità e gli omosessuali, ha provocato secoli di violenze e indicibili sofferenze. La Chiesa Cattolica, attraverso la maledettissima Santa Inquisizione – tribunale dell’infamia operato da domenicani e francescani – ha seviziato, torturato e assassinato milioni di esseri umani, nostri fratelli e sorelle che meritano di essere ricordati. Durante cinque secoli di orrori – non qualche anno o pochi decenni come con Hitler o Stalin per dire, ma per 500 anni! – supplizzi e torture pensati da menti malate erano l’anticamera ai roghi sulle piazze di tutta Europa e in quel “nuovo” mondo che la Chiesa aiutò a colonizzare per salvare le anime dei pagani. La salvezza dell’anima, la vita eterna è tutto quello che conta e la Chiesa Cattolica ha da sempre rivendicato di avere le chiavi del regno dei cieli per disegno divino, imposto le sue leggi e preteso obbedienza, imponendola con il terrore.

L’elenco delle vittime di questa violenza sadica comprende ebrei; uomini e donne accusati di eresia, apostasia e stregoneria; pagani; liberi pensatori e scienziati; e omosessuali appunto, umiliati, seviziati, torturati, impalati, bruciati vivi in nome di un dio crudele assetato di sangue umano. Questa è la nostra storia, ignorata ad arte nelle scuole pubbliche di una repubblica incompiuta, ancora sottomessa al potere temporale del papa re.

La vera storia della Chiesa Cattolica è scritta con il sangue delle sue vittime; una Chiesa che ha giustificato e praticato la tortura, la pena di morte, la schiavitu’, la tirannide ed il terrore. La lotta contro queste barbarie è stata lunga, difficile, una strada infinita fatta di piccoli e grandi passi di milioni di esseri umani uniti nel prendere coscienza e rivendicare quell’Umanità che veniva negata e soffocata nel sangue. Su quella strada camminiamo ancora oggi, una strada resa meno impervia dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione francese, con l’abbattimento dell’ancien régime e la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789, tappe fondamentali che sono state rese possibili solo grazie al sacrificio di chi è venuto prima di noi e sulle cui spalle oggi camminiamo. Rivolgere un pensiero di gratitudine a questi fratelli e sorelle diventa piú che mai un imperativo morale oggi, quando i nemici di quelle idee tornano con violenza a far sentire la loro voce e parlano di “biechi illuministi”.

La Chiesa Cattolica, che non si è mai rassegnata alla fine dell’ancien régime e che anzi ha sempre continuato a contrastare la triade Libertà-Uguaglianza-Fratellanza come meglio ha potuto, oggi versa in una profonda difficoltà esistenziale. Circondata da una società aperta e laica, la Curia di Roma ha perso sia la presa sui suoi sudditi – che nel frattempo sono diventati cittadini – sia l’appoggio dei governi europei e occidentali i quali – con l’eccezione dell’Italia – si sono emancipati dal giogo di Roma.

Prima di tornare alle superstizioni della Chiesa Cattolica in tema di omosessualità, vale la pena soffermarsi brevemente su alcune conseguenze di questo nuovo scenario.

Innanzitutto la Chiesa Cattolica ha dovuto ricorrere ad una trasformazione del suo linguaggio; la propaganda ha preso il posto dei roghi e cosí ora anche la Curia parla di pace, bene comune, laicità, amore, diritti, progresso, libertà. Parole che vanno interpretate alla luce della dottrina cattolica, del magistero della Chiesa e dei dogmi di fede e che poco o nulla hanno in comune con quello che quelle parole stanno a significare nel mondo della Ragione.

Durante il pontificato di Giovanni XXIII, la Chiesa iniziò un’opera di riforma profonda, sostanziale e non solo di linguaggio; il Concilio Vaticano II cercò di aprire alle idee dell’Illuminismo, alle comunità di base e al vero messaggio di Cristo, la Caritas. Ma le porte furono subito richiuse dai successori di quel pontefice, in un processo di restaurazione che ha portato all’elezione di papa Ratzinger, capo di quell’Inquisizione che nel frattempo era stata ribattezzata Congregazione per la dottrina della fede.

Persa la guerra in Occidente, la Chiesa Cattolica continua la sua principale battaglia nei paesi dell’America Latina, in Africa e in quello che considera il suo giardino, l’Italia, avamposto importantissimo per la Curia Romana ed il suo potere temporale. L’ateo Mussolini capí che per affermare il suo potere nel paese aveva bisogno dell’appoggio della Chiesa Cattolica e riportò alla vita lo Stato Vaticano – che era stato debellato dal Risorgimento – con i Patti Lateranensi del 1929.

Con la Repubblica, la Curia di Roma è tornata a esercitare il potere temporale per mezzo della Democrazia Cristiana prima e – caduto il Muro di Berlino, venute meno le ragioni della Guerra Fredda e travolto quel partito dalla sua stessa corruzione – appoggiando Berlusconi e i partitini fondamentalisti come l’UDC di Casini e Buttiglione.

Quando qualche anno fa’ Rocco Buttiglione si presento’ in Europa con l’ambizione di fare il commissario europeo, il fine filosofo venne rispedito al mittente con un imbarazzante ‘NO, GRAZIE!’ che fece il giro del mondo. A differenza dell’Italia, dove quelle posizioni omofobe e integraliste sono spacciate come “moderate”, l’Europa dei “biechi illuministi” non apprezza i fondamentalisti religiosi e i razzisti.

Ieri il fine filosofo ci ha ancora una volta ricordato perché non possiamo abbassare la guardia di fronte all’oscurantismo clericale; lo ringraziamo sentitamente. L’illustre esponente dell’UDC – quel partito corteggiato dalla classe dirigente del PD – ha dichiarato:

“Riconoscendo privilegi agli omosessuali si rischia un ritorno al medioevo”.

Il tema era il disegno di legge contro l’omofobia, presentato in Parlamento dalla deputata del Pd Paola Concia. Tralasciamo il “medioevo” – periodo d’oro, come abbiamo visto, per gli omosessuali, grazie agli avi culturali e ai maestri di Buttiglione – e tralasciamo anche che nel nostro ordinamento sono gia’ previste come aggravanti la discriminazione, l’odio o la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e quindi non si capisce perché l’omofobia debba restarne fuori. Interessante invece andare a vedere dove le idee di Buttiglione hanno origine; sí perché, con il dovuto rispetto per il fine filosofo e l’insigne esponente dell’UDC, Buttiglione è un credente autentico ma non è certamente la mente pensante della Chiesa Cattolica.

Sull’omosessualità, questa è oggi la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica:

2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

In queste poche righe si nasconde la storia dell’Occidente cristiano, dalle torture, i supplizi e i roghi dell’Inquisizione al triangolo rosa, segno di riconoscimento per gli omosessuali nei campi di concentramento nazisti dove furono distrutte le vite di almeno 100 mila omosessuali, costretti ai lavori forzati, agli esperimenti di medici maledetti al servizio del male, torturati e assassinati a causa dell’ignoranza e della superstizione degli aguzzini.

Nella dottrina cattolica ritroviamo le radici di quell’ignoranza superstiziosa, di quel rifiuto della scienza e della ragione, rifiuto che costituisce la ragione profonda della banalità del male. Il dogma, l’ideologia che trascende la persona in carne ed ossa e la sua vita e la sua felicità in nome di un dio per cui si ha la presunzione di parlare, per cui si impone la superstizione dell’ignoranza e si esige obbedienza. La Chiesa Cattolica bestemmia contro l’Umanità, contro quel mistero dell’esistere che ci accomuna e che ci deve vedere fratelli e sorelle uniti nello stesso destino, uniti nella compassione, nella solidarietà, nella carità e non giudici e imputati di un tribunale del bene e del male che applica le leggi dell’ignoranza, dell’irrazionale e della violenza.

E allora non solo non possiamo continuare a tacere ma dobbiamo interrogarci se possiamo restare sulla difensiva invece di dare voce e corpo a quelle idee, a quei valori che sono stati affermati e difesi prima di noi a un così caro prezzo.

Può uno stato laico, una società libera e democratica fondata sul rispetto dei diritti e sulla Ragione, continuare a permettere che i propri cittadini siano indottrinati dalla superstizione, dall’ignoranza, dal rifiuto di quelle idee dell’Illuminismo che continuano ad essere attaccate dalla Curia di Roma? Può una libera Repubblica abdicare sul terreno culturale come l’Italia sta vergognosamente facendo in tema di libertà, diritti e difesa di tutti i suoi cittadini? Può quella Repubblica laica permettere che le sue scuole siano abbandonate all’ideologia cattolica, come da sempre avviene nella Repubblica italiana?

Per mettere mano alla gravissima crisi che affligge oggi l’Italia è necessario tornare a dar battaglia sul terreno delle idee, con un ampio respiro culturale che purtroppo manca all’attuale classe dirigente del paese; un paese che è smarrito culturalmente e politicamente e dove insignificanti scaramucce e bassi interessi di bottega assorbono le energie e il tempo che potrebbero invece essere usati per recuperare il distacco che ci vede allontanare sempre di piú non solo dai paesi europei e di tradizione occidentale ma anche da molti altri paesi che hanno conquistato solo recentemente la libertà e la democrazia.

Torniamo a camminare su quella strada che ci è stata aperta da chi è venuto prima di noi e cerchiamo di lasciarla migliore, non peggiore, ai nostri figli.


L’insostenibile ipocrisia di Franceschini e Bersani

27 agosto 2009

A leggere le dichiarazioni di Franceschini e Bersani quasi ci si commuove.

Franceschini:

”L’impegno per l’approvazione di una legge contro l’omofobia sara’ prioritario nell’attivita’ parlamentare del Partito democratico. L’episodio gravissimo dell’aggressione ai due giovani gay a Roma rende ancora piu’ urgente una reazione culturale a difesa dei diritti civili di tutti i cittadini e l’approvazione di norme specifiche per contrastare i reati legati all’omofobia”.

Questo è lo stesso Franceschini che poche settimane fa’ ribadiva che le coppie di fatto non sono famiglia, che gli omosessuali non possono essere genitori perché i bambini hanno “il diritto di avere in modo naturale un padre e una madre di sesso diverso” e che bollava le posizioni politiche laiche di Marino – che nel resto del mondo civile sarebbero giudicate timide – come pericolose. Intanto Piero Fassino, coordinatore nazionale della mozione Franceschini, non si stanca di dare fiato alle trombe e insultare Marino chiamandolo “laicista”.

Bersani:

“La drammatica e inqualificabile aggressione nei confronti dei due ragazzi gay a Roma è anche il segnale del diffondersi di una mentalità omofobica che non va lasciata senza una risposta culturale e politica. E’ importante che il gruppo del Pd, all’avvio dei lavori parlamentari, riprenda l’iniziativa sulla legge contro l’omofobia”.

All’inizio di luglio Bersani, il beniamino di Comunione e Liberazione, dichiarava in tema di coppie di fatto, “Uno stato che vede crescere un fenomeno, e lo vede crescere a dismisura, deve regolarlo. Poi- non è che lo chiamo matrimonio omosessuale, perchè riconosco che non sono assimilabili.” E quanto alle adozioni da parte di omosessuali il candidato favorito alla segreteria del Pd dice di avere “forti perplessità. Io non sono convinto perchè è un tema delicatissimo. Allo stato attuale, da quello che capisco, dico che non sono d’accordo”.

Sul “tema delicatissimo” ci sono pubblicazioni scientifiche – sia in Europa sia negli Stati Uniti – che sostengono l’ovvio, che cioè l’amore è l’ingrediente essenziale per crescere i figli e che l’orientamento sessuale dei genitori è irrilevante. La Revisione della Convenzione Europea sull’ adozione dei minori, la Corte Europea dei diritti dell’uomo, molti paesi europei e non-europei hanno già deciso sul “tema delicatissimo”, permettendo a singoli e coppie omosessuali di adottare. Il ministro della giustizia tedesco poche settimane fa’ ha dichiarato: ”Non c’è alcuna ragione per il governo di trattare le relazioni eterosessuali in modo differente dalle coppie omosessuali”. Ma che strano paese la Germania, terra di papa Ratzinger e di un pericoloso laicista come ministro della giustizia. Ma lí, lo sappiamo, le scomuniche di Roma sono accolte da fratello fuoco da almeno 500 anni.

Grazie all’impegno dell’ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI e della RETE LENFORD, il Tribunale di Venezia e la Corte d’Appello di Trento hanno recentemente sollevato la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta per quanto riguarda il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E’ troppo chiedere ai dirigenti del PD di esprimersi sulla questione invece di continuare con questa stucchevole ignavia politica?

Ma torniamo alle parole commoventi di Franceschini e Bersani contro il dilagare dell’omofobia in Italia e sull’attenzione del Partito Democratico su queste tematiche. Paola Concia e Andrea Benedino hanno denunciato dalle colonne dell’Unità,

“le tematiche lgbt risultano totalmente assenti dalla Festa Democratica Nazionale di Genova. (…) questo silenzio non può più essere tollerato, anche se purtroppo rischia di darci la misura del dibattito congressuale che ci attende.”

Riccardo Gottardi, Segretario nazionale Arcigay, fa’ notare come sia “una novità la scelta di non tenere un momento di confronto tra il partito nazionale e le associazioni omosessuali che fino ad oggi era stato sempre presente nelle feste dell’Unità prima e del PD poi.”

I tempi cambiano anche in Italia, terra di contro-riforme, restaurazioni e gattopardi; ci aspettano anni di regressione culturale spaventosa.


Non è piú tollerabile

26 agosto 2009

Ancora un altro atto di violenza omofoba. Non ci si fa’ piu’ caso; accoltellamenti, teppismo, bullismo, incendi, omicidi… perche’ in Italia l’omofobia è istituzionalizzata e componente importante della cultura nazionale machista, quella cultura che chiama i gay froci, finocchi, culattoni, pervertiti, malati, e simili.

Certo che ci vuole una legge contro la violenza omofoba. E si faccia presto. Ma il problema e’ culturale, antropologico, di un paese dove paura e violenza contro il diverso sono indici di una spaventosa regressione culturale. Ma allora non bastano le prese di posizione di politici e istituzioni che pensano di lavarsi la coscienza con dichiarazioni estemporanee e facce di circostanza.

Non è piu’ tollerabile che posizioni omofobe, retrograde e prive di qualsiasi fondamento scientifico continuino a essere propagate e diffuse con la scusa della liberta’ religiosa e di espressione. Non e’ piu’ tollerabile che una minoranza, quella degli omosessuali, continui a essere offesa, derisa, privata dei diritti civili in uno stato laico e democratico.

Non e’ piu’ tollerabile che la Chiesa Cattolica – foraggiata con i soldi di stato – continui ad indottrinare con il suo pregiudizio ignorante i cittadini italiani, magari nelle scuole pubbliche.

Non e’ piu’ tollerabile che quelle posizioni oscurantiste, razziste e ignoranti siano ammesse all’interno delle istituzioni repubblicane, a cominciare dal Parlamento dove siedono quei politici integralisti cattolici che si oppongono a che ad alcuni cittadini italiani vengano riconosciuti gli stessi diritti e le stesse liberta’ di tutti gli altri.

Non e’ piu’ tollerabile che i mezzi d’informazione continuino a ignorare il problema, salvo quando diventa problema di cronaca nera, a non informare i cittadini italiani su cosa accade nel resto d’Europa e a riversare sulla popolazione il pensiero retrogrado dei monsignori ignoranti che nulla sanno ma tutto vogliono imporre in materia di sessualita’.

Non e’ piu’ tollerabile la timidezza, l’ignavia politica e l’inadeguatezza culturale dei laici all’amatriciana che non hanno il coraggio delle proprie idee e l’orgoglio della ragione.

***

P.S. Intanto da Radio Padania: “Accoltellarli è troppo, però ai gay due calci nelle palle li darei anch’io”


Obama nei guai

23 agosto 2009

Obama nei guai con la lobby israeliana

Jewish groups accuse Obama of promoting ‘ethnic cleansing’

Pro-Israel lobby says White House demands over settlements should be viewed as anti-semitic and a danger to security

Chris McGreal in Washington

guardian.co.uk, Sunday 23 August 2009 14.19 BST

Cosa farà Obama? Sarà la lobby capace di sabotare le politiche di Obama per il Medio Oriente? Si cercherà ancora di cercare una soluzione razionale e rispettosa del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU?

E da Repubblica crisi diplomatica Israele – Svezia per denuncia del piu’ prestigioso giornale svedese

Scoppia una crisi diplomatica fra i due stati e dalle autorità dello stato ebraico
parte l’accusa di:”Razzismo biondo” e parte una petizione online per boicottare Ikea

Il più prestigioso giornale svedese accusa Israele
“I suoi soldati rubano organi ai palestinesi uccisi”



Progressi e regressi

23 agosto 2009

Mentre in Italia si da’ la caccia all’omosessuale in una gigantesca campagna omofobica organizzata anche da politici, partiti, istituzioni e monsignori, negli Stati Uniti…

Da WITTGENSTEIN

“Non ci sarà più un asterisco vicino al mio nome”

La chiesa luterana americana, che già consentiva agli omosessuali celibi di diventare pastori, ora ha deciso di permetterlo anche a quelli con una relazione pubblica. I contrari borbottano e minacciano scissioni