Il Fatto: “Brenda, il viado morto”

3 dicembre 2009

In un interessante e alquanto inquietante articolo sul quotidiano Il Fatto, De Benedetti: mi spiano, firmato da Peter Gomez e Marco Lillo, si legge: “Brenda, il viado morto”. Ora, dopo tutto quello che si e’ scritto e detto, si deve constatare che anche giornalisti che sicuramente non sono omofobi ne’ bigotti continuano a perseverare nella loro ignoranza, utilizzando termini volgari, offensivi e discriminatori.

Su questo blog c’e’ un’accurata analisi del termine; in sintesi:

Sandra Biondo informa gli amici giornalisti, scrittori e commentatori vari che il termine “viado”, che viene usato con tanta disinvoltura, in portoghese è volgarissimo. Cosa direste se in un articolo di giornale straniero trovaste parole come “frocio”, “ricchione” o “busone”? Se vogliamo usare la lingua degli altri, almeno facciamolo bene

Davvero sfuggono i motivi che spingono molti giornalisti italiani a perseverare nell’ignoranza e usare la parola “viado” o declinare e coniugare al maschile la parola “transessuale” o addirittura, come ha fatto Mattia Feltri, a spiegare (sbagliando) che negli Stati Uniti si userebbe la parola “shemale”. Amici giornalisti, un po’ piu’ d’attenzione e rispetto per favore.

Sullo stesso argomento:

Brenda e la grammatica della paura

Brenda, Mattia Feltri e il guazzabuglio della stampa italiana

Tutti i razzisti si somigliano


Transessuali e prostitute hanno qualcosa da dire…

3 novembre 2009

Aggiornamento: su Radio Radicale potete vedere il video della conferenza stampa

 

L’Associazione Radicale Certi Diritti promuove:

CONFERENZA STAMPA – INCONTRO PUBBLICO. Martedì 3 novembre, alle ore 15.30 in Via di Torre Argentina, 76 – TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE…. (E ANCHE I RADICALI CON LE LORO PROPOSTE DI RIFORMA)

con:

- Pia Covre, Presidente Comitato Diritti civili delle Prostitute;

- Monica Rosellini, Presidente La Strega da Bruciare;

- Marco Cappato, Segretario Associazione Luca Coscioni;

- Leila Deianis, Presidente Libellula Azione Trans;

- Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti;

- Porpora Marcasciano, Movimento Italiano Transessuali;

- Donatella Poretti, Senatrice radicale – Pd;

- Andrea Maccarrone, Presidente Circolo Mario Mieli di Roma;

La denigrazione, l’offesa e l’ingiuria verso le prostitute e le transessuali lede la dignità e il rispetto dell’autodeterminazione dei cittadini nell’ambito dei comportamenti e delle scelte sessuali.


Italy Burning

2 novembre 2009

Burning

Forza Italia! Non ci facciamo mancare proprio niente, dai KKK, quell’allegra confraternita dove gli  obiettivi della “lotta” sono negri, immigrati, omosessuali, ebrei, a Guantanamo, che sembra ormai lo stile italiano di gestire le patrie galere: “Il detenuto non si massacra davanti a tutti”. Il comandante delle Guardie ammette: “Quella voce è la mia”.

Intanto il caso Stefano Cucchi si arricchisce di particolari inquietanti: “Stefano non è stato alimentato né idratato”. Nel frattempo, ieri si e’ aggiunta un’altra vittima alla lunga lista delle morti in carcere. Questa volta l’ennesimo suicidio: Suicidio Blefari, le accuse degli avvocati “Era una brigatista, ha prevalso la punizione”.

La classe dirigente al governo del paese sembra uscita da una tragedia comica. Giovanardi merita oggi la palma d’oro del disgusto. [Consigliato solo per un pubblico adulto]

Ci possiamo rallegrare tutti con della bella musica che incita ad assassinare gay e lesbiche!

P.S. Sciltian Gastaldi fa giustamente notare ai cappuccetti bianchi nostrani che al KKK non piace il made in Italy. Mentre il blog del Circolo Online del PD “Barack Obama” osserva quanto siamo lontani dall’Europa.

P.P.S. Segnaliamo: 1) Morire di carcere – Rita Bernardini è ospite della trasmissione “Il Caffè. Diritti noi e loro” di Rainews24; 2) Furore Piergiorgio Paterlini per Piovonorane.it


La Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità. Alcune considerazioni sull’omofobia

2 novembre 2009

L'Homomonument di Amsterdam

Salite in prima linea Fuoco sugli uomini che fanno sesso con gli uomini dal di dietro Sparate ai gay e alle lesbiche, la mia grossa pistola fa bang Bang Bang! [come in un colpo di pistola] i gay e le lesbiche vanno ammazzati Ai sodomiti e i batty boy, io dico: a morte! Non mi fido di Babilonia nemmeno per un secondo Io vado a sparare ai gay e alle lesbiche con le armi (Sizzla)

Non voglio parlare di Sizzla in questa sede ma, partendo da questo caso concreto, vorrei proporre alcune riflessioni generali.

E’ giusto impedire al cantante Sizzla di tenere il suo concerto a Bologna il 12 novembre o rischiamo d’introdurre nel nostro ordinamento il reato d’opinione? La liberta’ di espressione tutela innanzitutto le opinioni con cui non siamo d’accordo; anche Mussolini, Hitler e Stalin difendevano la libertà d’espressione delle opinioni con cui erano d’accordo. Ma possiamo invocare la liberta’ d’espressione nel caso di chi incita all’assassinio di massa? Perche’ di questo si tratta, di incitamento all’odio e alla violenza, di minaccie contro il bene supremo, la vita, contro una categoria di persone.

La legge gia’ prevede il reato di minaccia, che e’ un reato di pericolo in quanto ai fini della consumazione non è necessario che il bene tutelato sia effettivamente leso, ma è sufficiente che la condotta posta in essere dal reo sia idonea a determinare la coazione del soggetto che la subisce. Perche’ l’Ordinamento prevede questo reato? Ci troviamo forse di fronte a una contraddizione con il principio di liberta’, nella forma della liberta’ d’espressione? Sul tema i giuristi potrebbero intervenire assai meglio di quanto io non riesca a fare qui in queste poche righe, cosi’ come i filosofi potrebbero assai meglio di me illustrare quello che viene chiamato “paradosso della liberta'”. Di questo paradosso e dell’altro ad esso collegato, il “paradosso della tolleranza”, parla Karl Popper in La societa’ aperta e i suoi nemici.

Ma torniamo a chi canta, “Io vado a sparare ai gay e alle lesbiche con le armi”. Se quelle minacce, i deliri di cui canta Sizzla, fossero rivolte contro i nostri fratelli ebrei, si lascerebbe un cantante esibirsi in un concerto dove si inneggi allo sterminio nazista e si inviti alla persecuzione e all’assassinio degli ebrei?

Se dopo ogni strage di mafia ci fosse qualcuno che volesse organizzare un concerto per celebrare quelle stragi e invitare a compierne altre, si invocherebbe la liberta’ d’espressione?

Gli omosessuali vengono perseguitati da secoli. Per 500 anni la maledettissima Santa Inquisizione li ha torturati, impalati e bruciati vivi sui roghi. Hitler li ha rinchiusi nei campi di concentramento, costretti ai lavori forzati, agli esperimenti di medici maledetti al servizio del male, torturati e assassinati a causa dell’ignoranza e della superstizione degli aguzzini. In quei lager morirono almeno 100 mila uomini con il triangolo rosa. Ad Amsterdam, a Parigi e in altri luoghi ci sono monumenti che ricordano le vittime di questo genocidio che in Italia ancora passa in silenzio, anche nelle scuole, anche nell’informazione. Ma ogni omosessuale il suo monumento lo costudisce nella parte piu’ intima della sua anima; non c’e’ nessun membro della comunita’ lgbt che non abbia avuto esperienza, diretta o indiretta, della violenza omofoba e della paura che a quella violenza e’ legata.

Gli omosessuali sono stati perseguitati con la pena di morte e il carcere da moltissimi stati e solo di recente, solo qualche decennio fa’, si e’ decriminalizzata l’omosessualita’ in molti di quegli stati, compresi alcuni stati europei come la Germania e il Regno Unito. Solo pochi anni fa’ l’omosessualita’ e’ stata legalizzata in alcuni stati degli Stati Uniti, soprattutto in seguito all’intervento della Corte Suprema. Oggi nel mondo in 80 paesi l’omosessualità è ancora illegale e in cinque o sei di questi paesi è punita con la morte.

Le discriminazioni contro omosessuali, lesbiche e transessuali sono quotidiane e non fanno notizia; dalla scuola ai luoghi di lavoro, dai media all’intrattenimento, dalla politica alla religione, dalla legge alla morale comune. L’odio omofobo continua a uccidere, anche nei paesi di tradizione liberal-democratica. Qui nel Regno Unito gli omicidi e le aggressioni contro gli omosessuali sono molto frequenti; qualche settimana fa’ l’ultimo linciaggio di un gay nel pieno centro di Londra.

Pochi giorni fa’ il Presidente degli Stati Uniti Obama ha firmato la legge che espande la definizione di crimini d’odio agli atti violenti commessi a causa dell’orientamento sessuale della vittima. “Perche’ nessuno in America dovrebbe piu’ avere paura di camminare per strada tenendo per mano la persona che ama” ha detto Obama “… dobbiamo opporci ai crimini che intendono non solo rompere le ossa, ma rompere gli spiriti – non solo infliggere dolore fisico ma instillare paura”.

Appartengo a quella scuola di pensiero che preferisce prevenire che punire e che sottolinea le responsabilita’ della societa’ anche quando vengono commessi reati da parte di singoli. La responsabilita’ penale e’ personale, ovviamente; e tuttavia c’e’ una responsabilita’ della societa’ che obbliga quella societa’ a mettere in essere quegli accorgimenti e quelle riforme che sole possono garantire una civile convivenza; in questi casi parliamo di buon governo.

L’omofobia, lo vediamo tutti dalla cronaca, e’ assai presente nella nostra societa’ e spesso si manifesta in atti violenti. Da dove nascono quegli atti? Perche’? Come prevenirli? La societa’ dovrebbe tutelare ogni singolo cittadino e i suoi diritti. La Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti puo’ esserci utile: “Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”.

Io non posso tollerare l’opinione che mi vuole sopprimere. Puo’ la Repubblica?


ALLERTA: CONCERTO OMOFOBO A BOLOGNA IL 12 NOVEMBRE. SCRIVI AL MINISTRO MARONI

1 novembre 2009

omofobia

Salite in prima linea Fuoco sugli uomini che fanno sesso con gli uomini dal di dietro Sparate ai gay e alle lesbiche, la mia grossa pistola fa bang Bang Bang! [come in un colpo di pistola] i gay e le lesbiche vanno ammazzati Ai sodomiti e i batty boy, io dico: a morte! Non mi fido di Babilonia nemmeno per un secondo Io vado a sparare ai gay e alle lesbiche con le armi (Sizzla)

Leggi il comunicato stampa: L´OMOFOBO SIZZLA IN CONCERTO AL SOTTOTETTO. LA COMUNITA´ LGBT LANCIA IL BOICOTTAGGIO: “QUEL CONCERTO VA FERMATO: COMUNE, ASSOCIAZIONI E CITTADINI CI SOSTENGANO”

Il cantante jamaicano Sizzla (Miguel Collins) e’ notorio per la violenza dei testi delle sue “canzoni”, veri e propri inviti ad assassinare gay e lesbiche. La notorieta’ di Sizzla (e di molti altri “artisti” simili) varca anche le porte delle cancellerie e dei ministeri degli interni di molti paesi europei e non solo; il governo del Regno Unito per esempio gia’ nel 2004 ha impedito a Sizzla di entrare nel paese.

In seguito alla campagna contro l’omofobia del movimento lgbt internazionale, nel 2007 Sizzla – insieme a Beenie Man e Capleton (altri due dei molti “artisti” che propagano odio, violenza e omofobia) – ha firmato una dichiarazione in cui rinuncia all’omofobia e alla violenza. Nonostante questa dichiarazione, Sizzla non solo continua a propagare odio e violenza, ma ha anche mentito ripetutamente, dicendo di non aver mai firmato alcuna dichiarazione.

Si fa sempre una grandissima confusione sulla liberta’ di espressione. In un articolo dell’ANSA di ieri per esempio si leggeva:

Resta il fatto che da parte di un movimento che rivendica sovente il “diritto di esprimersi” appare un po’ stonata la richiesta di una sorta di “censura preventiva” sull’esibizione di un artista. Probabilmente ciò di cui c’è biosogno è semmai una maggiore “critica preventiva”, sotto forma di informazione chiara sullo stesso artista e sui contenuti della sue canzoni. A quel punto sarà il pubblico a decidere quanto e come prendere le distanze. Ed in ogni caso ciascuno potrà “filtrare” adeguatamente musica e parole, con i propri parametri etici e politici.

Ci piacerebbe conoscere il nome di questo maestro di liberalismo, ma l’autore non si firma; l’ANSA si assume quindi la responsabilita’ di queste idiozie. Perche’ idiozie sono, e pericolose! Avremmo letto sull’ANSA queste stesse idiozie se si fosse trattato di un “artista” antisemita in procinto di esibirsi in un concerto con liriche che invitano ad assassinare gli ebrei? Non abbiamo gia’ fin troppi omofobi in Italia, per consentirci il lusso di importarli da altri paesi e difendere il loro odio e la loro violenza adducendo la liberta’ d’espressione? Non ci basta di leggere sulla stampa, ormai quotidianamente, di attentati terroristici omofobi contro cittadini lgbt? Se i maître à penser del liberalismo all’amatriciana hanno voglia di ascoltare incitamenti all’odio e alla violenza in lingua straniera e con sottofondo musicale, prendano l’aereo; la Jamaica non e’ poi cosi’ lontana e ci dicono l’ANSA sia molto generosa con i viaggi “di lavoro”. Magari in quei viaggi, quei maître à penser potrebbero anche intervistare le vittime, i sopravvissuti e i parenti degli ammazzati dall’odio omofobo cantato in quei deliri che si cerca ancora di difendere, cosi’ vergognosamente.

Quanto a noi gente comune, che ancora cerchiamo di vivere senza infangare l’intelletto – per dirla con Orwell – diamoci da fare; ricordiamoci di quello che diceva Albert Einstein: “Il mondo è un posto pericoloso non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla”. Questo blog invitia tutti i cittadini, di qualsiasi opinione politica, orientamento sessuale, etnia, colore, religione e nazionalita’, a scrivere al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni affiche’ si adoperi per impedire lo svolgimento del concerto omofobo di Sizzla. Basta con l’odio! Basta con la violenza!

Qui sotto gli indirizzi e-mail e i numeri di telefono per contattare il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Invitiamo tutti a comunicare le proprie ragioni garbatamente, mantenendo un tono non aggressivo. Se volete, potete spedirci in Cc le vostre email, che pubblicheremo su questo blog.  Grazie.

Scrivi al Ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni:

maroni_r@camera.it

Scrivi e/o telefona alla Segreteria del Ministro:

Capo Segreteria Dr. Giacomo Ciriello:

caposegreteria.ministro@interno.it

Tel. + 39 06.46533550
Fax + 39 06.46549832


Casa Nostra: l’omofobia, la mafia e i canarini

22 ottobre 2009
Casa Nostra

Casa Nostra

“Ci sono certe regole – regole esplicite – che tutti i membri della malavita devono seguire: Niente barba. Mai dormire con la moglie di un altro gangster. Nessuna cooperazione con il governo, in linea con l’omerta’, il codice mafioso del silenzio. Ma poi ci sono quei costumi che sono cosi’ penetrati come parte dell’essere mafioso che non hanno nemmeno bisogno di essere detti. In alto tra questi costumi, forse il primo tra essi, è il divieto di essere gay”.

Inizia cosi’ un articolo sul New York Times del 20 ottobre dedicato al boss mafioso Robert Mormando, della famiglia Gambino. Mormando, durante un’udienza alla Federal District Court in Brooklyn, ha confessato non solo di essere un informatore del governo ma ha anche ammesso di essere omosessuale. Dopo aver confessato di aver preso parte ad una sparatoria contro il proprietario di un negozio di bagel [panini a forma di ciambella], la difesa di Mormando ha cercato di persuadere il giudice che la sua cooperazione con la giustizia è stata ancora piu’ rischiosa perche’ per molti anni il boss mafioso ha nascosto la sua omosessualita’ mentre faceva parte di Cosa Nostra. L’articolo del New York Times viene ripreso da Ennio Caretto sul Corriere della Sera.

Questa mentalita’ mafiosa, che merita le pagine del piu’ prestigioso quotidiano degli Stati Uniti, in Italia è patrimonio nazionale e non farebbe mai notizia. Pochi giorni fa’ commentavamo su questo blog le dichiarazioni del ministro Scajola, “riteniamo pero’ che la sessualita’ sia un incontro tra maschio e femmina”. Dichiarazioni, come si vede, in perfetto stile mafioso. Quella mentalita’ mafiosa peraltro alberga anche nelle menti dei celoduristi padani; quest’estate il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, il leghista Luca Zaia, ci ha infatti illustrato il suo “pensiero” su RAI e omosessualità:

“La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi”.

Pochi giorni fa’ il disegno di legge contro l’omofobia e’ stato affossato in Parlamento; e’ toccato alla fondamentalista Paola Binetti fare da capro espiatorio, ma ormai lo sanno tutti, Paola Binetti non è il problema. Intanto il terrorismo omofobo continua, tra le benedizioni del Vaticano e dei suoi tirapiedi in Parlamento. In perfetto stile mafioso!

E in perfetto stile mafioso, l’omofobia e’ la stella polare dell’UDC di Casini e Buttiglione, il partito clericale che si ispira all’oscurantismo, all’ignoranza e alla guerra contro la scienza e la ragione da parte della Curia Romana che – erede di secoli di barbarie – ancora si ostina a giustificare l’omofobia teologicamente.

C’e’ una bizzarra scuola di pensiero che ritiene che il problema dell’omofobia e dei diritti civili ai cittadini lgbt riguardi una piccola minoranza del paese, e che quindi non deve entrare nel discorso politico e soprattutto non deve impedire al PD di allearsi con l’UDC. Un tema di nicchia, l’hanno definito. La timidezza, per usare una parola troppo gentile, del PD in tema di diritti civili e liberta’ fondamentali denota l’ottusita’ della sua classe dirigente; mai sfiorati dal sospetto che l’omofobia sia un problema degli eterosessuali, quei dirigenti sono troppo immersi nella cultura di Casa Nostra per rendersi conto dello strettissimo legame tra l’omofobia e la mentalita’ mafiosa. Lo stesso vale per i media italiani, siano essi i mezzi d’informazione o d’intrattenimento o gli incroci d’infotainment; mentre la Chiesa di Roma e’ in piena guerra contro gli omosessuali, attaccando anche l’ONU e l’Unione Europea e opponendosi addirittura alla depenalizzazione universale dell’omosessualita’, i media italiani non fanno notare l’assoluto silenzio delle gerarchie vaticane per uno dei piu’ gravi – se non IL piu’ grave – problemi italiani: il controllo da parte delle mafie di intere regioni del paese.

E come i canarini che venivano usati nelle miniere di carbone per segnalare la presenza di gas tossici, gli omosessuali italiani continuano a morire d’omofobia, in perfetto stile mafioso; ma a differenza di quelle miniere, la societa’ italiana è sorda, cieca e muta all’allarme.

P.S. Un video di 1 minuto: l’intervento di Stefano Galli, capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale (Lombardia). Seduta del Consiglio Regionale del 13.1.2009


Il ministro Scajola e la sessualità

19 ottobre 2009

forse anche Scajola, come i mafiosi, pensa: meglio mafioso che gay

Scrivere di Scajola e sessualità è come mischiare maionese e nutella; vien da vomitare. Purtroppo per noi, ogni peto che esce dagli orifizi di questi dinosauri che ancora si trascinano nella politica italiana viene preso e amplificato dai mezzi d’informazione. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola (turatevi il naso):

“Noi rispettiamo tutti, lo abbiamo nel nostro dna; riteniamo pero’ che la sessualita’ sia un incontro tra maschio e femmina”

Ormai non ci sono piu’ commenti possibili per questo governo di razzisti, ignoranti e delinquenti e per coloro che ancora, in Parlamento e nel paese, lo sostengono. E’ inutile che alcuni parlamentari della destra prendano le distanze dalle dichiarazioni razziste e omofobe che ormai sono quotidiane, cosi’ come inutili e sterili sono le polemiche dell’opposizione, cialtrona e inconcludente, come anche la recente vicenda della legge contro l’omofobia ha dimostrato.

L’Italia diede i natali al Fascismo ma anche dopo la guerra – a differenza della Germania del dopo Hitler – non ha mai fatto i conti con quella storia. E quella storia ritorna nel paese del fondamentalismo clericale, dove la Curia di Roma tiene sia la maggioranza di governo sia l’opposizione per le palle. Un paese incivile, dove i parassiti della Chiesa Cattolica, degli apparati di partito e della borghesia industriale impediscono ogni progresso; quei parassiti sanno solo prosperare succhiando la vita e rubando la felicita’ e il futuro ai cittadini, fatti vivere questi nell’ignoranza e nella superstizione, cosi’ da allontanare ogni pericolo di cambiamento.

Ma il cambiamento e’ nella natura delle cose e l’Italia è arrivata al capolinea. O decide di sbarazzarsi di quei parassiti o tornera’ ancora una volta a pagare caro il prezzo del suo immobilismo. C’e’ una frase di John F. Kennedy che sembra fatta apposta per l’Italia di oggi: “Those who make peaceful revolution impossible will make violent revolution inevitable” [Coloro che rendono le rivoluzioni pacifiche impossibili, renderanno quelle violente inevitabili]

L’omosessualita’ e’ uno di quei temi che fanno da cartina di tornasole per capire il livello di civilta’ di un paese. Purtroppo quasi tutto il circo mediatico e quasi tutti gli uomini (e le pochissime donne) delle istituzioni – quando non hanno partecipato alla caccia alle streghe – hanno fin’ora dimostrato solo vilta’ in tema di omofobia, limitandosi, nel migliore dei casi, all’ipocrisia delle solite dichiarazioni di circostanza. Nel nostro paese continua ad essere molto peggio essere identificati come gay che come omofobi ed è “normale” insultare o scherzare con epiteti che si riferiscono all’omosessualita’. La verita’ e’ che l’Italia e’ un paese represso sessualmente (chiedetelo ai pubblicitari) e dove ancora sopravvivono stereotipi di cui ci si dovrebbe vergognare ma che invece sembra siano motivo di vanto.

In Italia, la comunita’ lgbt e’ ancora una volta sola. Lo si dica apertamente, senza false solidarieta’ e camuffamenti che servono solo a nascondere e aggravare il problema. Non è vero? Quando i mezzi d’informazione smetteranno di essere omofobi e s’indigneranno per l’omofobia di alti prelati e politici e quando saranno singoli e organizzazioni eterosessuali a organizzare dimostrazioni di massa in solidarieta’ con le vittime degli attentati terroristici omofobi che ormai sono quotidiani, ne riparliamo.

Quanto al PD, l’omofobia e’ di casa. Rosy Bindi ha giustamente ricevuto la solidarieta’ di tutto il partito per gli insulti di quel poveretto misogino del Bananiero Capo. Ma e’ lo stesso PD di chi  ancora vede nell’omosessualita’ il peccato, la perversione, il disordine morale e rifiuta la solidarieta’ ai compagni di partito che vengono insultati dagli avversari politici perche’ gay. A Franceschini e Bersani, delle tematiche gay non interessa un fico secco. Lo si e’ visto dal disagio e dall’ignoranza dimostrati in questi mesi ogni volta hanno dovuto arrampicarsi sugli specchi e rispondere a semplici domande su matrimonio e adozione gay. Ignazio Marino è il solo dei tre candidati alla segreteria del PD che potrebbe far nascere un partito democratico inclusivo, serio e moderno, capace di iniziare quel ciclo di riforme radicali che sole possono salvare il paese; proprio per questo l’establishment dei parassiti continua a boicottarlo.

P.S. Solo nella Repubblica confessionale delle banane i mezzi d’informazione sono ossessionati su cosa il papa e gli alti prelati cattolici dicono, fanno, indossano, mangiano… Ecco allora Repubblica (che si crede un quotidiano laico), prima notizia edizione online di oggi:

papa

E’ però vero che anche i mezzi d’informazione dell’Unione Europea, compresa la “sua” Germania, dedicano al papa e alla Chiesa Cattolica molto spazio; di solito avviene per condannare le posizioni del Vaticano in tema di diritti civili, HIV-AIDS e uso del preservativo, aborto e diritti della donna, pedofilia clericale e cosí via. L’Italia, grazie anche ai suoi mezzi d’informazione, rimane il piú grande presepio vivente al mondo.

Leggi anche: Paola Binetti non è il problema


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