Il PD delle cinque stagioni e l’Invincibile Armata

Mi chiedo cosa farà ora il PD di D’Alema e Bersani dopo che Berlusconi da Bonn ha certificato la morte della Repubblica. Non è una domanda retorica; inizierà a fare opposizione (sempre che ne sia capace) o continuerà – passata la bufera – a elemosinare il dialogo sulle riforme istituzionali? Quest’ultima è stata fin’ora la linea politica sia del tandem attualmente alla guida del Partito Democratico sia del Presidente Napolitano e del suo equivoco, la famosa moral suasion che in realtà – e lo scrivevo qualche tempo fa’ – non era altro che wishful thinking. Una linea politica che in verita’ viene da lontano; gia’ nel 2001 l’economista Paolo Sylos Labini scriveva a proposito della Bicamerale presieduta da D’Alema:

La legittimazione politica scattò automaticamente quando fu varata la Bicamerale: non era possibile combattere Berlusconi avendolo come partner per riformare, niente meno, che la Costituzione, con l’aggravante che l’agenda fu surrettiziamente allargata includendo la riforma della giustizia, all’inizio non prevista. E la responsabilità dei leader dei Ds è gravissima.

Quella linea politica in realtà è assai piu’ antica e – a seconda del periodo storico e del punto di vista – viene indicata con nomi differenti; e’ il risultato di una tradizione culturale di cui ho gia’ scritto su questo blog (per esempio, qui e qui) e su cui non mi dilungo in questa sede. Negli ultimi quindici anni quella linea politica ha avuto due nomi: Berlusconi e D’Alema.

Stefano Rodotà – giurista serio e uomo pacato – commentando lo show di Berlusconi a Bonn, affidava ieri al Manifesto queste parole:

«Siamo al punto: dopo aver praticamente chiuso il parlamento, dopo aver ridotto il Consiglio dei ministri a un comitato di affari del presidente del Consiglio, ecco che Berlusconi annuncia la sospensione dei diritti costituzionali. Perché è questo il significato dell’attacco alle istituzioni di garanzia (…) In questo momento tutti coloro che hanno un qualsiasi ruolo all’interno delle istituzioni devono prendere una posizione esplicita e pubblica per misurare la distanza tra chi ritiene che le istituzioni siano questo e chi ancora crede che le istituzioni siano il cuore della democrazia. E soprattutto, lo dico senza mezzi termini, con Berlusconi che segue questa linea devastante di politica istituzionale non si può avere nessun dialogo»

Sempre ieri, Patrizio Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada, all’assemblea nazionale del movimento Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli: “Bisogna creare le condizioni per buttare fuori Berlusconi dal Parlamento italiano”. L’intervento di Bertelli – ascoltatelo su Radio Radicale – è assai critico anche nei confronti dell’opposizione.

Fino a ieri – e per molto tempo – il PD di D’Alema e Bersani (ma anche quello di Veltroni e Franceschini) attaccava duramente coloro che dicevano le stesse cose; vediamo se ricordiamo le parole usate: qualunquisti, populisti, demagoghi, antipolitica… Ora che l’incantesimo sembra (sembra) si sia rotto, la domanda s’impone, almeno alla mente intellettualmente onesta: come possono ancora fidarsi di questo PD i cittadini che vogliono vivere in un paese normale? Quei cittadini sono la maggioranza nel paese – a destra al centro e a sinistra – e se cosi’ non sembra e’ solo per la schizzofrenia del sistema politico (a cominciare dall’abominevole legge elettorale) e per il continuo lavaggio del cervello dei mezzi d’informazione (a cominciare dalla vergognosa RAISET). Come si puo’ ancora credere a questo PD, guidato dalle stesse persone che solo pochi giorni fa’ continuavano a rincorrere il caudillo per fare insieme le riforme istituzionali e a insultare chi era nel giusto? Questa è la domanda che per primi dovrebbero chiedersi tutti coloro che ancora scommettono sul PD – a cominciare dai tanti dirigenti onesti e di buona volonta’ di cui il partito e’ certamente pieno ma la cui presenza rischia sempre di piu’ di venire svilita a una mera – e a questo punto vana – foglia di fico.

Insomma, e’ mai possibile che in Italia ci siano sempre gli stessi politici, adatti tutti per tutte le stagioni? O – per ripetere oggi la domanda che Sylos Labini ripeteva in quell’articolo: “Ma insomma, siamo veramente un paese civile?”

P.S. Sembrerebbe che si stia costituendo una grande armata per contrastare Berlusconi; sono le stesse persone che ci hanno portato a questo punto. “Ci saranno sorprese” dice Casini. Vedremo. Ricordiamo però che l’Invincibile Armata spagnola ricevette una sonora sconfitta dagli inglesi; e quella aveva anche la benedizione del papa.

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