Il patriottismo, la sofferenza e le Frecce Tricolori

la voce della ragione, conosciuta anche come vox populi, vox dei

la voce della ragione, conosciuta anche come vox populi, vox dei

In questa messa in scena dello spettacolo propagandistico attorno alla morte dei militari italiani in Afganistan, i mezzi d’informazione non hanno non potuto registrare la vox populi diretta al governo del paese: “Ritirateli, quanti morti ancora?”.

Il patriottismo ideologico – che fu definito come l’ultimo rifugio dei mascalzoni – ci ha bombardati di luoghi comuni, usando tutti i trucchi della propaganda, Frecce Tricolori incluse. E tuttavia la voce della ragione è risuonata piu’ volte e come la voce del bambino che vede il re nudo, ha rotto l’incantesimo dell’ipocrisia:

Poi l’incidente durante lo scambio del segno della pace, quando un uomo ha preso un microfono ed è andato sull’altare gridando più volte “pace subito” prima di essere portato via dalla sicurezza.

La voce della ragione puo’ venire dai luoghi piu’ improbabili, come è accaduto quando il ministro Bossi ha dichiarato: “li abbiamo mandati noi in Afghanistan e sono tornati morti”.

Vox populi, vox dei. E’ deprimente che il Partito Democratico ripudi la migliore tradizione dell’umanità, la ricerca di pace e giustizia, la non-violenza, la compassione, la caritas, la razionalità. E’ deprimente la reazione del Partito Democratico che, con l’eccezione del Senatore Marino, non si ricorda della Carta costituzionale della Repubblica e si dimentica degli insegnamenti di maestri come Tolstoy, Gandhi, Martin Luther King Jr., Bertrand Russell, Albert Einstein, Erich Fromm, John Lennon, Noam Chomsky, Gore Vidal, Aldo Capitini, Tiziano Terzani, Gino Strada, i Quaqqueri, i Menoniti, molte comunità cattoliche di base e molti altri gruppi religiosi non solo cristiani… soltanto per citare alcuni nomi conosciuti da una lista infinita di pensatori, attivisti, religiosi, umanisti, scienziati, intellettuali e persone comuni di buona volontà, una lista che include sicuramente sia il Signore Buddha sia Gesú Cristo.

Sorprende che nel Partito Democratico non ci sia posto per coloro che gran parte dell’umanita’ considera spiriti illuminati da ascoltare e a cui ispirarsi e non figure vuote da onorare a parole in qualche celebrazione che serve solo al proprio ego.

Sorprende l’autolesionismo, l’arroganza e il disprezzo per la democrazia del Partito democratico che continua a non ascoltare la vox populi.

Indigna che il dolore delle famiglie dei militari uccisi – a cui torniamo a inviare la nostra solidarietà – sia usato e manipolato per giustificare altro sangue, altra sofferenza; sofferenza che e’ uguale, sorella della sofferenza delle donne, degli uomini e dei bambini Afgani, uccisi e mutilati dalle armi “intelligenti” dei governi che nascondono le loro vere intenzioni dietro il fumo della propaganda e si auto-proclamano i difensori della Liberta’ e della Pace mentre contribuiscono alla loro soppressione con i fatti.

L’informazione contribuisce al patriottismo ideologico, alla propaganda che inizia a uccidere prima ancora che i proiettili siano stati sparati. La demonizzazione del nemico ufficiale, la sua disumanizzazione è necessaria per convincere la popolazione della bontà dei nostri capi e dei loro fini dichiarati; non c’è stato ricorso alla violenza nella storia senza che i leader di stati e imperi abbiano dichiarato la nobiltà dei loro fini. Anche Hitler e Mussolini proclamavano di andare a liberare le popolazioni dagli oppressori, di portare liberta’, pace e civiltà.

L’unica bandiera che ha senso sventolare è la bandiera della pace, la bandiera che unisce i popoli, fratelli e sorelle nell’umanità. Alle Frecce preferiamo le colombe. Come diceva Benjamin Franklin, Non c’è mai stata una guerra buona o una pace cattiva.

Leggi anche Guerra, pace e informazione.

Riproponiamo anche: Tiziano Terzani - Lettera da Kabul – Il venditore di patate e la gabbia dei vecchi lupi. – 24 dicembre 2001 – Corriere della Sera [grazie a Il ladro di ciliege per averci ricordato questo articolo]

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